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    Giovedì, 14 Gennaio 2021 16:46

    Siberio: uniforma le gemme alla ripresa vegetativa e migliora la produzione

    Gli alberi da frutto sono vulnerabili al freddo. Per ridurre gli effetti negativi dell’esposizione alle basse temperature, durante i mesi più freddi bloccano le attività di crescita e modificano le proprie cellule (formazione delle perule).

    Questo stato di resistenza è chiamato dormienza ed è definito da Lang et al. (1985) come “qualsiasi temporanea sospensione della crescita di ogni struttura che contenga un meristema”. Gli stessi autori definiscono 3 tipi di dormienza: paradormienza (quando la crescita è inibita da fattori endogeni esterni al meristema, es. dominanza apicale); endodormienza (se i fattori che inibiscono lo sviluppo sono interni al meristema stesso); ecodormienza (si verifica quando il fabbisogno in freddo è stato soddisfatto ma le condizioni ambientali non sono ancora favorevoli).

    Fin da 19° secolo è noto che l’endodormienza richieda l’accumulo di ore di freddo per essere interrotta ed è il modo in cui gli alberi da frutto si adattano alle basse temperature dell’anno e si sincronizzano con i fattori ambientali. Lo scarso accumulo di ore di freddo comporta scompensi fisiologici nella pianta che si esprimono in una disomogeneità di sviluppo nelle diverse fasi fenologiche, comportando difficoltà nella gestione del frutteto oltre che perdite economiche. Solitamente si va incontro alla comparsa di anomalie fiorali, con conseguenze negative tra cui, la cascola delle gemme, una fioritura ritardata e irregolare, aborti embrionali e uno sviluppo irregolare di fiori, frutticini e frutti.

    Modelli per il calcolo delle ore di freddo
    Il superamento della dormienza è legato al soddisfacimento del fabbisogno in ore normali di freddo (Normal Chill Hours-NCH). Negli anni sono stati messi a punto vari metodi per calcolare le ore di freddo

    A seconda del metodo utilizzato, il bisogno in freddo per i fruttiferi è espresso in ore di esposizione a basse temperature (metodo Weinberger 1950), in unità di freddo (metodo Utah - Richardson et al, 1974) o porzioni di freddo (Dynamic Model che tiene in considerazione un range di temperature e le fluttuazioni caldo/freddo).

    Nei nostri areali i metodi tenuti maggiormente in considerazione sono il metodo Weinberger e il metodo Utah. Il primo tiene in considerazione la somma delle ore con temperature inferiori a 7,2°C a cui la pianta è esposta durante la fase di dormienza. Il secondo correla range di temperature e tempo di esposizione assegnando dei valori che possono essere negativi o positivi (Chilling Units); le temperature più favorevoli all’accumulo di freddo rientrano nel range 2,5°C – 9,1°C, mentre le temperature superiori a 12,4°C e inferiori a 1,4°C sono penalizzanti o superflue.

    Le ore di freddo necessarie per la ripresa vegetativa variano molto a seconda della coltura e delle varietà dei fruttiferi. Nella tabella seguente, si riportano indicativamente il numero di ore per il soddisfacimento delle ore di freddo di alcune colture di nostro interesse.


    In tabella: ore di freddo per alcune specie di fruttiferi_dati Mississipi State University

    Riscaldamento globale e ore di freddo
    Dato che il fattore che maggiormente guida l’endodormienza è la temperatura, il riscaldamento globale deve essere tenuto in considerazione per le valutazioni del soddisfacimento in freddo. Secondo il Copernicus Climate Change Service, il programma di osservazione della terra dell'Unione Europea, il 2020 ha fatto registrare 1,25 gradi centigradi in più rispetto al periodo pre-industriale e in assenza di significative misure di mitigazione, le temperature potrebbero aumentare di 1.5°C tra il 2030 e il 2052 in comparazione con la media annuale dello stesso periodo sopracitato (IPCC, 2018). Con questo scenario la coltivazione di alcune colture e varietà potrebbe essere compromessa.

    Al fine di ottenere strategie di intervento adeguate, è fondamentale che si studino modelli di soddisfacimento delle ore di freddo precisi e attuali e che si mettano a disposizione dei produttori tecniche e formulati sicuri per l’operatore e per la salute umana.

    Fertilizzanti per sincronizzare il germogliamento
    Attualmente per contrastare i problemi derivanti dalla mancanza di ore di freddo gli agricoltori mettono in atto diverse tecniche tra cui l’utilizzo di fertilizzanti ad azione biostimolante.
    GREEN HAS ITALIA ha sviluppato SIBERIO, un prodotto innovativo che applicato alle colture da frutto, penetra rapidamente all’interno delle gemme dormienti trasportando gli elementi nutritivi che attivano i processi enzimatici e apportando l’energia necessaria ai tessuti meristematici per l’avvio della ripresa vegetativa. In particolare la combinazione delle molecole attive e gli elementi nutritivi contenuti riducono l’attività della catalasi, aumentando il contenuto di H2O2 nei tessuti delle gemme con conseguente attivazione della via del pentoso-fosfato (detta anche shunt dell'esosomonofosfato, HMP, o pentose phosphate pathway PPP). Tale processo metabolico citoplasmatico, parallelo alla glicolisi, genera NADPH e zuccheri pentosi portando alla conclusione della dormienza.

    SIBERIO è stato ideato e studiato dalla Divisione Ricerca e Sviluppo della Green Has Italia secondo il protocollo HPP (High Performance Process) ed è commercializzato da diversi anni in Italia, Spagna, Tunisia, Marocco, Algeria, Cile, su uva da tavola, ciliegio, actinidia e melo. Da quest’anno sono state ammesse nuove colture quali albicocco, susino e piccoli frutti.
    SIBERIO, miscelato con il suo attivatore SIBERION:

    • uniforma il risveglio primaverile delle gemme;
    • rende più omogenea la ripresa vegetativa e la successiva fioritura;
    • aumenta quantitativamente e qualitativamente la produzione delle colture.

    Il formulato va applicato sulla parte aerea della pianta, seguendo una tempistica di impiego precisa e differente a seconda della coltura, come riportato nella seguente tabella:

    Per ulteriori approfondimenti visita il sito www.greenhasitalia.com o contattaci all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Comunicazione a cura di: Green has Italia

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